Un’app per migliorare il declino cognitivo

RMPY-008 migliora umore, connettività cerebrale e marcatori infiammatori in adulti con declino cognitivo soggettivo, aprendo la strada a nuove terapie digitali.

Un protocollo digitale veicolato tramite app è stato in grado di migliorare umore e connettività cerebrale, riducendo al tempo stesso l’infiammazione, in persone con declino cognitivo soggettivo. A dimostrarlo è uno studio clinico controllato, condotto su oltre 100 individui tra i 50 e i 65 anni, che apre la strada a nuovi approcci terapeutici per contrastare gli effetti dell’invecchiamento e dei disturbi neurocognitivi. La protagonista dello studio è RMPY-008, un’app che ha permesso di ottenere benefici tangibili a livello psichico, cerebrale e immunitario. I risultati indicano che le terapie digitali, se ben strutturate, possono diventare parte integrante di strategie cliniche complesse, oltre a poter essere combinate con farmaci tradizionali per aumentarne l’efficacia.

Declino cognitivo soggettivo: quando la memoria preoccupa

Il declino cognitivo soggettivo (SCD) rappresenta una condizione in cui le persone percepiscono un peggioramento della memoria o di altre capacità cognitive, pur in assenza di evidenze cliniche oggettive. È spesso considerato una fase iniziale di rischio per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, ma è anche fortemente influenzato da fattori psicologici e infiammatori, come lo stress cronico e il calo dell’umore. In questo contesto, intervenire precocemente con strategie non farmacologiche può avere un impatto importante nel rallentare o prevenire un eventuale peggioramento.

RMPY-008: come funziona

RMPY-008 propone un approccio innovativo, combinando interventi psicologici basati sull’evidenza con tecniche di modulazione sensoriale ispirate alle neuroscienze. Il risultato è un percorso guidato, fruibile tramite app, che ha prodotto risultati significativi: riduzione dei sintomi depressivi e ansiosi e miglioramento del benessere soggettivo. Dal punto di vista biologico, lo studio ha mostrato una diminuzione di marcatori infiammatori (come TNF-α, IL-17 e IL-23), noti per il loro coinvolgimento nei disturbi dell’umore e nelle malattie neurodegenerative. Parallelamente, è stato osservato un rafforzamento della connettività cerebrale a riposo nelle aree che regolano le emozioni e il sistema immunitario, in particolare nell’insula e nella corteccia prefrontale. Ancora più interessante è il fatto che i cambiamenti cerebrali fossero strettamente correlati sia ai miglioramenti psicologici che alla riduzione dell’infiammazione, suggerendo un’interazione diretta tra cervello e sistema immunitario mediata dall’intervento digitale. I benefici si sono mantenuti anche tre settimane dopo, con un uso ridotto a sole due sessioni settimanali, e l’aderenza al trattamento è stata altissima: il 94% dei partecipanti ha completato la maggior parte delle sessioni.

Dall’app ai farmaci: una nuova frontiera terapeutica

I risultati ottenuti con RMPY-008 rappresentano il punto di partenza per una strategia più ampia, che è possibile definire come “Hybrid Drug”: una combinazione di interventi digitali e trattamenti farmacologici mirati. L’obiettivo è sviluppare terapie ibride in aree come il Parkinson, l’oncologia, l’immunologia e la fertilità, utilizzando protocolli digitali per potenziare l’efficacia dei farmaci tradizionali. L’idea è che un’app, se ben progettata, possa agire come un “anticorpo digitale”, capace di influenzare in modo mirato il funzionamento del cervello, del sistema immunitario e dell’equilibrio emotivo. Le implicazioni sono ampie: dallo stress cronico alle malattie infiammatorie, dalle patologie neurodegenerative ai disturbi metabolici, questa tecnologia potrebbe aprire nuovi scenari per il trattamento integrato di condizioni complesse.

Fonte

      1. Catalogna M, Somerville Y, Saporta N, Nathansohn-Levi B, Shelly S, Edry L, Zagoory-Sharon O, Feldman R, Amedi A. Brain connectivity correlates of the impact of a digital intervention for individuals with subjective cognitive decline on depression and IL-18. Sci Rep. 2025 Feb 26;15(1):6863. 

    Articolo a carattere informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico curante.

    Potrebbe interessarti anche: